Volpina Blu racconta Fare Libri 6

Fare Libri 6 è la sesta versione italiana del  festival del libro d’artista, si svolge a Reggio Emilia dal 21 al 23 settembre. Tre giorni ricchissimi di libri e di incontri.

Venerdì mattina, mi sono precipitata a Reggio Emilia, dopo aver convinto mio marito, a visitare questa magnifica mostra.

E’ stato bellissimo per me ammirare le opere esposte e cercare di carpirne i segreti con cui sono stati creati. Per me è stata una grande emozione, deve essere un po’ come per un botanico scoprire nuove specie o trovare fiori rari…

La mostra si tiene a Reggio Emilia, ma è un progetto itinerante tra Spagna (Barcellona) e Italia, con la direzione artistica di Elisa Pellacani, (per tutte le info ildebook@gmail.com), anche autrice di volumi sul libro d’artista tra cui:  https://www.ibs.it/the-new-book-innovazione-del-libro-elisa-pellacani/e/9788889156858?inventoryId=53715049

Reggio Emilia è una piccola gentile multietnica cittadina emiliana, sede della sala del tricolore e del teatro municipale Valli, uno dei più belli d’Italia. Emozionante la visita alla sala del tricolore mentre vi era la conclusione di un corso dedicato ai giovani stranieri.

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Sala del Tricolore
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Teatro Municipale Valli

Fare libro è inserito in un contesto di grande bellezza, il portico dei Marmi, all’interno del museo Gaetano Chierici di Paletnologia. L’atmosfera è quindi quella di una notte al museo

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Mi sarebbe già bastato questo museo per farmi inginocchiare di meraviglia: scheletri, teschi piccoli manufatti dell’uomo preistorico, qui io ero in ginocchio davanti all’Uomo!!!

Il museo presenta la collezione di Lazzaro Spallanzani, raccolte zoologiche, etnografiche, geologiche, botaniche, preistoriche …

Purtroppo  da martedì a venerdì apre solo al mattino, mentre al sabato e alla domenica anche di  pomeriggio , mentre io ero lì venerdì mattina e così non sono riuscita a visitarlo.

http://www.musei.re.it/collezioni/collezioni-del-palazzo-dei-musei/museo-gaetano-chierici-di-paletnologia/P1770731 (Medium)

Il mio obbiettivo erano i libri, quindi abbandonata a malincuore la sala degli amati scheletri, ho varcato la soglia del Portico dei marmi, nella borsa avevo portato con me la mia scatola di Volpina Blu,  che fremeva e mi implorava di farla uscire e io le dicevo zitta ancora non è il momento, vediamo, poi chissà…

 

Ho ammirato nelle vetrine lavori molto belli, peccato però non poterli prendere in mano, poi c’erano alcuni espositori- artisti con i quali ho avuto modo di colloquiare, e porre domande sui lavori e sui motivi della loro ricerca.

Ho conosciuto persone molto interessanti:

Silvio Crosera che preso dal flusso di pensiero alla Joyce, riempiva di scritte a mano taccuini e quaderni, del tipo chi sono, dillo alle stelle, comunicazioni tra madre e figlio, tra coniugi… tra la contingenza della normale vita quotidiana alle domande esistenziali più profonde (www.croserasilvio.it)

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Silvio Crosera

 

A seguire ho ammirato alcune edizioni numerate e particolari di officina Typo, con proposte moderne e classiche tra cui con mio grande piacere il Pascoli .

Typo  è un’azienda di famiglia, di Gina e Silvano e della figlia Ebe, ed unisce grande professionalità alla cura attenta e sapiente del lavoro.

http://www.officinatypo.it/

 

typo

Poi c’è stato l’incontro con l’artista dei libri dell’anima, oserei dire, Maurena Lodi.

Il suo lavoro è una ricerca continua e instancabile su domande esistenziali come cos’è il nostro corpo, cos’è il tempo, e poi  favole inventate per la piccola figlia su suggerimento della stessa, che inventava un titolo di pura fantasia come solo i bambini sanno fare, e poi miniature di libri da viaggio, e il minuscolo libro del destino che forse ognuno di noi ha da qualche parte, tanto minuscolo che pare la capsula di un dente, forse qualche Dio ce lo ha inserito dentro a un osso, o in un dente così strettamente legato al cervello, e poi gli anelli fatti di carta e piume, testi, poesie e illustrazioni… un incanto!

https://www.facebook.com/maurena.lodi

 

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Maurena Lodi

Io sono andata alla mostra da semplice visitatrice appassionata, nella borsa avevo la mia scatola d volpina blu per mostrarla a qualche “collega” e riceverne un parere o un consiglio da esperto, diciamo così…  ho preso coraggio e ho mostrato la mia scatola… in punta di piedi…

Con Silvano di Typo abbiamo colloquiato del libro,  del suo valore, della sua unicità e di tanto altro, con Maurena abbiamo volato su anima corpo e  tempo, con Silvio abbiamo parlato del potere terapeutico di un diario su cui andare a ruota libera

E poi le ragazze Carlotta e Gabriella e un’altra, che vorrà scusarmi, ma non ne ricordo il nome, molto simpatiche, carine e brave!

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… E poi l’incontro, insperatto, con Elisa Pellacani, incontro per me a sorpresa,  diamoci del tu, che bello incontrare persone con le nostre stesse passioni, ma questo come lo hai realizzato, etc etc… la sfida di partecipare alla prossima edizione, la voglia di esprimersi con le mani che lavorano la carta, che la piegano sotto ad un oscuro preciso disegno per realizzare la bellezza, per fare un viaggio di carta che arrivi a toccare con la carta la pelle della gente e ciò che non si può toccare, cioè le anime….

Volpina blu insomma ha colpito ancora!

Sia che si tratti di un libro d’artista oppure no, il libro fatto a mano è un grande valore, è un’unicità e una diversità da promuovere perché un libro ancora sa emozionare…

Sfogliare un libro fatto così, sentirne il peso intrinseco ed estrinseco, ammirarne la fisicità, il tatto, i contorni, la legatura, i cromatismi, i segni grafici o calligrafici o le illustrazioni è un momento che regala stupore ed emozione

E così la mattinata è volata e un altro bel momento di incontro e condivisione si è concluso, ancora una passeggiata nel centro e nel parco di Reggio Emilia e poi sono tornata a Castrocaro, a casa, con la testa ancora sognante in mezzo ai libri …

Grazie FareLibri

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Salita al Colle di San Matteo a Scicli

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Chiesa di San Matteo
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Scicli

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Viale Italia

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Chiesa rupestre di Santa Lucia
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Chiesa di Santo Spirito
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Resti del Castellaccio

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Tra le strette vie di Scicli (RG)si sale fino al colle di San Matteo, dove sorge la Chiesa di San Matteo, in abbandono, simbolo della cittadina barocca, e salendo ancora più su con spettacolari vedute si gunge ai resti del Castellaccio, antica fortificazione, e alle chiesette di Santa Lucia e quella di Santo Spirito, respirando un’atmosfera dal fascino antico, in cui il tempo sembra essersi fermato.

I Setteventi del Pollino

Incontri con l’aquila reale e la poiana di Harris presso il parco natura SETTEVENTI DEL POLLINO, a Civita in Calabria, un centro di didattica naturalistica interattiva sulla falconeria moderna. Si possono ammirare inoltre il gufo reale, l’astore, il barbagianni e altri affascinanti rapaci, conoscere il singolare nido della femmina del ragno botola, apprendere la storia geologica del canyon del Raganello ai piedi di Civita, bandiera arancione e uno dei cento borghi più belli d’Italia.

La visita ai Setteventi è molto interessante e piacevole e dura quasi 4 ore. Sia per i bambini che per gli adulti sarà un’esperienza indimenticabile.

Il signor Roberto con sua moglie, e i loro tre figli dimostrano una passione e un amore fuori dal comune per i rapaci e la storia della falconeria. http://www.falconierideisetteventi.it/

La reggia di Colorno

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La Reggia di Colorno, a 12 Km da Parma, è un’elegante e monumentale struttura architettonica, con oltre 400 sale, corti e cortili, sono visitabili anche l’appartamento nuovo del Duca Ferdinando e l’Osservatorio Astronomico.

La Reggia è circondata da un giardino alla francese con un particolare e fresco tunnel alberato su cui si aprono finestre sulla struttura.

Un tempo abitata dai Sanseverino, dai Farnese, dai Borbone e da Maria Luigia d’Austria, fu purtroppo anche sede di un’ospedale psichiatrico, fino a poco tempo fa, ospitando il dolore.

Ora recuperata dal comune la Reggia sta tornando allo splendore che merita.

La voce del Fiume

Basilicata, o meglio Lucania, in particolare la provincia di Potenza, è una zona tutta da scoprire e da assaporare lentamente con i suoi colori, profumi e sapori.

Un’ospitalità cordiale, dove per esempio le anziane donne di una volta, vestite di nero, salutano per primi i turisti.

Una regione in cui sentirsi a casa tra la gioia della natura delle Piccole Dolomite Lucane e l’arte dei murales a Sant’Angelo Le Fratte e a Satriano e tanto altro…

E se avete voglia di provare una vacanza avventurosa cosa c’è di meglio del Ponte della Luna a Sasso Castalda e il Volo dell’angelo tra Castelmezzano e Pietrapertosa sulle Piccole Dolomiti Lucane?

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Ponte della Luna, Sasso Castalda
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Volo dell’angelo
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Castelmezzano, Piccole Dolomiti Lucane
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murales di Sant’Angelo Le Fratte

E se avete tempo, scopritela piano piano come un liquore pregiato o uno scrigno di tesori.

Non mi piace fare pubblicità, ma per una volta vi consiglio questa dimora antica La voce del fiume a Brienza. Sarete accolti in modo impeccabile e con grande gentilezza dalla signora Rocchina. Vi aprirà la sua casa e qui scoprirete un mondo antico che respira nella pietra viva e vi parla attraverso la voce del fiume durante la notte. Porte e finestre possono essere lasciate aperte in piena sicurezza lasciando entrare la luna tra le pietre da cui sono state ricavate le camere.

La colazione è squisita con torte preparate dalla stessa Rocchina, che sarà lieta di darvi ogni informazione per il vostro felice soggiorno in Lucania.

Vi lascio il link: http://www.lavocedelfiume.it/

e anche qualche foto che penso vi ispireranno un viaggio in Lucania e un soggiorno presso la Voce del Fiume della gentile Rocchina.

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ingresso della Voce del Fiume, vico del Carmine 7, Brienza (PZ)
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Sala colazione
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Sala colazione
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una delle camere, scavate nella roccia

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la pietra viva nella camera
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il suggestivo bagno nella roccia con saponi naturali a base di olio d’oliva
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esterno
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piccolo museo contadino
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vista dalla camera

Incontro al fiume Tellaro

Il Tellàro, anticamente chiamato Eloro, è un fiume della Sicilia sud-orientale. Nasce dai Monti Iblei e sbocca dopo 48 chilometri nel Golfo di Noto, sul mar Ionio presso le suggestive rovine dell’antica Eloro. Nel periodo estivo il fiume mantiene la sua portata ma è possibile guadarlo mentre d’inverno le sue piene possono essere rovinose.

D’estate con un poco di fortuna si possono fare incontri con colubri come questo:

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